Sardegna Pride, in migliaia a Cagliari

Sardegna Pride, in migliaia a Cagliari

CAGLIARI – “Contro omofobi e omofobe, noi siamo qui e continueremo a ballare”. Un grido di battaglia, ma più che altro un inno alla gioia, lanciato da uno dei cinque camion-carri del Sardegna Pride, la sfilata sarda dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e di tutto il mondo Lgbtq, alla quale hanno partecipato anche i sindaci di Cagliari e Assemini, Massimo Zedda e Mario Puddu.
Una festa colorata a cominciare dalla maxi bandiera arcobaleno stesa dal tetto del Teatro Lirico, luogo di partenza di un percorso che ha attraversato le principali strade del capoluogo, da San Benedetto a via Sonnino sino ad arrivare alla Marina e al Largo Carlo Felice, sede della conclusione della festa. Poi la lunga notte di balli in un locale in riva al mare al Poetto. Una festa di allegria, ma anche di riflessione e lotta con tanto di documento ufficiale di richieste. Perché la legge sulle unioni civili – è stato sottolineato – è una vittoria sì, ma incompleta. Comunque, un passo avanti. Dal matrimonio egualitario alla riforma delle adozioni con “gli stessi diritti per tutte le bambine e i bambini, a prescindere dall’orientamento sessuale e dal tipo di legame dei genitori”.
E ancora: approvazione della legge contro l’omo-transfobia da un anno in attesa, istituzione degli sportelli di ascolto Lgbt e queer, azioni di prevenzione e di contrasto alla discriminazione nel mondo del lavoro. Alle 19:30, dopo gli interventi dei rappresentanti delle varie associazioni, spazio alla musica e alla partenza del serpentone con migliaia di persone. Secondo tradizione, rullo di tamburi e via alla sfilata con lo striscione ufficiale della manifestazione, tenuto dai sindaci di Cagliari e Assemini, seguito da quello rosso delle famiglie arcobaleno. In mezzo i trampolieri vestiti di bianco, giallo, rosso, azzurro, viola, verde e arancione. Un corteo chiassoso tra musica dance e l’immancabile “Triangolo” di Renato Zero.
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